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Il 24 gennaio 1872 a Livorno Piemonte fu nominato Generale di Stato Maggiore dalla Società dell'Esercito Fagiuolesco
Perché la fagiolata?
A metà dell'Ottocento la fame era una realtà dura: la gente stentava a sopravvivere e mendicava. Il Carnevale, che cadeva subito dopo la Quaresima, rappresentava un momento di festa tanto atteso. Nelle campagne, tra contadini e artigiani, si celebrava cucinando le "olle" riempite con ciò che si aveva a disposizione, spesso grazie alle recenti mattanze del maiale. Era un’occasione per mascherarsi, uscire e dimenticare le difficoltà.
La fagiolata nasce come un momento comunitario: si organizzava un giro di questua accompagnato da musica, raccogliendo cibo e offerte dai più abbienti per poi cucinare grandi calderoni di fagioli. L'obiettivo era garantire a tutti un pasto caldo, accompagnato da salumi e mortadelle. Fin dal mattino, chi si avvicinava alle calderate trovava un banchetto pronto: una fetta di salame, lardo, "garisole" e un bicchiere di vino. Questa era conosciuta come la "colazione del salame".

Uno dei primi carri allegorici dei coscritti del 1902. All'epoca la leva avveniva a vent'anni, quindi i protagonisti di questo carro lo hanno realizzato nel 1922. Il carro è stato allestito presso la casa dei Ferraris, oggi di proprietà della famiglia Pelle, all'inizio del viale che porta alla stazione.

La foto risale al periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo iniziarono le mascherate in costume, spesso libere, ma in particolare durante il Carnevale. Il "Cucù" (il Dopolavoro presso il campo sportivo) diventò il fulcro delle serate da ballo, che erano molto frequentate e sentite per quei tempi.
La donna vestita da ufficiale nella foto è Francesca, moglie di Elio, la nonna di Riccardo Gardin.

nella foto, il "Mariulin" con il carro realizzato. Si era già scelto come tema una campagnola, quindi potremmo considerarli i primi "Lolu" ufficiosi
Le maschere di Livorno non hanno una tradizione antica, ma sono state inventate dal gruppo dell'oratorio fondato nel 1964 dai coscritti della classe 1946 capitanati da Gian Franco Giuliano. In quell’anno furono impersonati per la prima volta il Lolu e la Lola, interpretati da Maria Buronzo e Mario Grua.


Il termine "Lolu" significa sciocco e pare derivi da un curioso episodio: una statua di cera in una chiesa era danneggiata, e un uomo si offrì di ripararla. Tuttavia, commise l’errore di lasciarla vicino alla stufa, facendola sciogliere e deformare. Da lì nacque l’appellativo "Lolu Fulatun".
Si narra che....
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